Ho una domanda da porre a tutti quei sociologi, politici, esperti sanitari, e altre categorie con laurea annessa che continuano ad ammonirci ricordando che il distanziamento sociale sarà disposto finché non ci sarà più pericolo

Ho una domanda da porre a tutti quei sociologi, politici, esperti sanitari, e altre categorie con laurea annessa che continuano ad ammonirci ricordando che il distanziamento sociale sarà disposto finché non ci sarà più pericolo. Cambieranno le nostre abitudini relazionali, alimentari, eccetera eccetera. Vorrei poterli abbracciare per infondere loro ottimismo e, sulla spinta di questa ondata di positività simile a quella degli anni della Milano da bere, osservo sconsolato gli ultimi preservativi con scadenza ottobre 2022 domandandomi se capiterà di usarli in un prossimo futuro – non che io sia un gran consumatore di questo prodotto di prima necessità, ho una vita sessuale abbastanza livellata verso il basso – però voglio ancora sperarci, e intanto la mia mente bislacca rivà a un fatto accaduto durante il servizio militare.

Spulciando nel manuale dei diritti e dei doveri del bravo soldatino il sottoscritto, in cricca con altri due compagni, scoprì che avevamo diritto a un preservativo ogni tot di giorni dall’inizio del servizio. Apriti cielo! Seduti a tavolino come ligi ragionieri iniziamo i calcoli per stabilire quanti preservativi (marchiati EI) ci spettassero e, con tanto di codice, ci dirigemmo in infermeria a richiedere ciò che ci spettava di diritto. Il nostro compare di servizio aprì l’armadio in cui era custodito il prezioso tesoro e apriti cielo per la seconda volta! Scatole su scatole EI colme di preservativi. Specificammo la quantità spettante a ogni membro della  ghenga e il nostro compare, senza battere ciglio, ci fornì quanto dovuto annotando sul registro la distribuzione come si soleva fare. Fine prima parte di una storia felice.

Seduti sulla scalinata della camerata iniziammo a fantasticare su possibili prestazioni sessuali in associazione con ipotetiche signorine calde e disinibite. Tu quando esci? Prima del dieci agosto non se ne parla, dico io, ho un mese abbondante da passare qui dentro, e tu? Sono di servizio per i prossimi due fine settimana quindi campa cavallo. Io ho la morosa ancora a Modena e non so quanto ci vedremo. Brusca conclusione della storia felice. Però dobbiamo usarli ‘sti cosi o facciamo la figura dei pirla, dice uno. Fa caldo non trovate, dice l’altro. Insceniamo una guerra di gavettoni siamo o non siamo soldati, propone il terzo. E fu così che in un sabato pomeriggio di luglio, con la caserma quasi deserta, dimostrando quel classico ingegno tipico dell’italica popolazione nei momenti di crisi, ricreammo una guerriglia pseudo-urbana usando i preservativi a mo’ di gavettoni. Chissà cosa avrebbero sentenziato gli stessi sociologi, politici, esperti sanitari, e altre categorie con laurea annessa che in questo momento ci ammoniscono, dalle loro postazioni, di mantenere le distanze incapaci, al contempo, di concordare una strategia comunicativa adeguata. Chissà. Comunque sia, cari eminenti signori, i miei preservativi (3 contati) scadono a ottobre 2022, avrò occasione di utilizzarli con qualche calda e disinibita signora o posso dichiarare guerra senza frontiere a qualche vicino in previsione di un’estate torrida?

stemma Brigata Alpina Julia