Buonanotte Oreste

Il piano per la serata era semplicissimo: uscire dall’ufficio con passo spedito, salire in automobile con destinazione casa, invitare Gisella al ristorante, e infine fare una passeggiata nel centro storico, magari bevendo qualcosa di fresco in un localino tranquillo e accogliente. A priori è semplice fissare una meta e stabilire tutti gli spostamenti in base ad essa; il problema risiede nell’interferenza dei fattori esterni. Un fattore può essere individuato nel caldo insolito presentatosi nei primi giorni di aprile, capace di stenderti come un colpo alla testa. Un altro ancora è rappresentato dalla figura del direttore (stronzio patentato come pochi) che ti accoglie in ufficio con una sfilza di pratiche da evadere, tra l’altro tutte urgenti e inderogabili, con la peculiarità di mandarti in palla il sistema nervoso. O forse è una concomitanza di entrambe le cose, e ti accorgi quanto sia inutile pianificare progetti, a breve o luno termine, se il mondo sembra intenzionato ad accanirsi su di te. Uscendo dall’ufficio con il morale sotto i tacchi, e aggredito dal caldo anomalo, ti accordi d’essere propenso per fare una capatina, veloce veloce, al bar. Una sola birra rinfrescante per spegnere quel formicolio, alquanto fastidioso, che si manifesta immancabilmente alla base del collo durante le giornate più nere. Poi, in ordine, ristorante e passeggiata con Gisella. Tutto secondo programma. Fai il tuo ingresso nel locale con passo baldanzoso e lo sguardo rivolto al cielo. Ti dirigi al solito sgabello. Quello in fono al bancone da cui puoi scrutare tutti i presenti nel bar, e mostrando due dita a Marietto gli fai capire al volo i volere il solito. Il solito. Sei qualcuno con stile se non hai bisogno di proferire parola per ordinare quello che berrai. Lì dentro sei un’autorità.

Ricordo

Lo incrocio con cadenza quasi regolare. Ha lo sguardo leggermente triste, e il cagnolino al seguito. Il nome, come mia consuetudine, non lo ricordo e sul suo, in particolare, è calata una nebbia fitta. Eppure… Eppure ricordo il giorno in cui lo conobbi: 07 dicembre 2017. Ricordo una ragazza di origine spagnola. Teneva stretto al … Continua a leggere Ricordo

Racconto nel racconto

Oggi vi parlo di un racconto contenuto in Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti edito da Ofelia Editrice. Si intitola Riflessi incondizionati e nasce grazie a due procedimenti specifici. Il primo è frutto di una tecnica letteraria per superare il cosiddetto blocco dello scrittore. Si prende un foglio bianco e, in modo ripetitivo e ossessivo, si … Continua a leggere Racconto nel racconto

Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti

Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti edita da Ofelia Editrice è la mia seconda opera letteraria, e segue di poco l'uscita de Di luce e di oscurità. Se per la silloge il lavoro che l'ha portata alla stampa è stato lungo e a volte tortuoso, per Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti la velocità di realizzazione è risultata talmente spedita … Continua a leggere Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti

Vite di strada

Nell'ora antecedente all'alba, il vento ansima e gli ultimi ritardatari rapaci notturni lasciano il campo agli uccelli del giorno i quali, assonnati, appollaiati fitti fitti sui rami dondolanti, fischiettano canzoni stonate da bettole infime e maleodoranti. Una volpe corre attraverso il prato diretta alla casa di riposo, e un tasso decide d'ispezionare il cestino dei … Continua a leggere Vite di strada

Pornocannibale

Tutto ha inizio dall'occhio che stimola l'appetito. L'acquolina vien guardando. Mastico mastico mastico. E poi via! Faringe esofago stomaco intestino tenue duodeno digiuno ileo intestino crasso cieco colon ascendente colon trasverso colon discendente colon sigmoideo retto canale anale. Un percorso con fine ultimo. È la catena di montaggio per immagini trite ritrite mal digerite poco … Continua a leggere Pornocannibale