Tre metamorfosi di Abe Kōbō (Marsilio Editori, 1996 – traduttrice Monica Bargigli)

I racconti di Abe Kōbō che compongono Tre metamorfosi (Marsilio Editore), sono caratterizzati da due aspetti: il primo parla di alienati in una società alienante; il secondo è caratterizzato dall’assenza di sentimenti.

I protagonisti sono i cosiddetti “sconfitti”. Persone al margine ormai svuotate di sogni e qualità. Persone che hanno smarrito la propria umanità. E per ritrovare quelle virtù credute disperse, Kōbō li costringe a subire delle metamorfosi.

Il cambiamento diviene così un qualcosa di indispensabile, una figura altra con cui i personaggi si confrontano: o come extrema ratio; oppure ricoprendo il ruolo della vittima impossibilitata a evitare il proprio destino. Il mutamento si fa, per concludere, elemento riscattante di un’esistenza vissuta con quel senso di vuoto di cui parlavo all’inizio.

Volutamente non mi soffermo sulla trama, le vicende descritte sono brevi e rischierei di svelare troppo. Quindi taccio, invitandovi a rintracciare nella rete, o in qualche biblioteca pubblica, questo libro interessante per il modo con cui viene trattata la tematica dell’alienazione.

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