Terra Altrui di Natalia Bondarenko (Samuele Editore, 2012 – collana Scilla)

La poetica di Natalia Bondarenko, in TERRA ALTRUI, è un viaggio su tre livelli distinti, apparentemente.

L’apertura del volume, da cui l’opera adotta il nome, è caratterizzata da versi in cui erompono gesti di vita quotidiana, usati dalla poetessa per abbandonarsi a sensazioni di tristezza e nostalgia. Quest’ultima con forti riferimenti alla madre.

Ma nonostante si percepisca un retrogusto amaro nella poetica di queste prime composizioni, l’ironia (presente nel lavoro di Bondarenko) sembra riequilibrare i sapori, strappando sorrisi anche nei momenti insospettabili.

E i seguenti versi, a mio parere, possono essere esplicativi a riguardo.

Pensavo di sorridere all’alba sbagliando direzione,

in realtà strizzavo l’occhio al tramonto

illusa di non vedere la notte.

PROFANERIE PRIVATE, corposa parte centrale, è dedicata al rapporto dell’autrice con l’universo maschile il quale, senza troppe velature, ne esce schernito.

L’uomo, raccontato dalla poetessa, è amante, è desiderio, ma soprattutto è relegato al ruolo di compagno di giochi. E “sfidandolo” a rincorrersi, come in un passatempo fanciullesco, nel momento stesso in cui l’inseguimento giunge al termine, si assiste alla scomparsa della magia giocosa, e con essa alla consistenza della figura maschile, destinata a collassare pigramente su sé stessa.

Un esempio lo si può riscontrare nel seguente passaggio:

Ti preferivo muto, maleodorante e nudo,

autentico,

come sbucavi nello specchio

nel quale,

a volte, dietro la tua spalla, con i capelli

scompigliati, veniva fuori

la mia felicità

di non conoscerti affatto.

FINESTRE DELL’EST, capitolo conclusivo del volume, racchiude poesie incentrate sul corpo, mezzo d’espressione utilizzato per descrivere i sentimenti.

Ed è proprio questa peculiarità a legare tutta la poetica di Natalia Bondarenko in TERRA ALTRUI. Le emozioni si fanno carne grazie all’espressività corporale, divenendo tangibili. Palpabili.

Nell’illusione di rimarginare le ferite

devo soltanto rilassarmi –

girare il pollice del piede destro

per grattare il sinistro, soffiare forte

spostando i capelli dagli occhi

fino ad accecarmi

Il corpo si fa sentimento. E il sentimento diviene tattile. Come lo è l’opera della poetessa. E per apprezzare la bellezza dei versi racchiusi in TERRA ALTRUI, basta chiudere gli occhi e allungare le mani, come cechi, lasciando siano le emozioni a guidare, e coinvolgere, il nostro essere.

bondarenko1

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