Se vivessimo in un paese normale di Juan Pablo Villalobos (Gran Vía Edizioni, 2014 – traduttrice Stefania Marinoni)

Se vivessimo in un paese normale di Juan Pablo Villalobos (Gran Vía Edizioni) è divertente. Impossibile staccarsi dalle sue pagine.

La trama. Messico fine anni 80. Oreste, un ragazzino di umile famiglia, vive con i genitori e i fratelli a Lagos, un paese colpito dall’instabilità che attanaglia l’intero Paese. Nel marasma caotico in cui vive questa simpatica famiglia, gli ultimi nati (gemelli non gemelli) spariscono. Oreste, in compagnia del fratello Aristotele, parte alla ricerca dei dispersi.

È la voce comica di Oreste a descrivere i famigliari, e il Messico intero, deformando una realtà triste e dura. Una voce comica, tagliente, e schietta capace di raccontare, meglio di un reportage, le condizioni di vita dei personaggi.  E vi assicuro, si ride dalla prima all’ultima pagina ma con consapevolezza.

Per dirla in poche parole: Se vivessimo in un paese normale parla, con irriverente leggerezza, del dramma messicano.


La lista completa delle recensioni la trovate QUI

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se vivessimo in un paese normale

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