Hool di Philipp Winkler (66THAND2ND, 2018 – traduttore Riccardo Cravero)

Hool (66THAND2ND) di Philipp Winkler è un romanzo che non fa sconti. Come non li fa Heiko (il personaggio principale) giovane sbandato di Hannover capace di affrontare la vita con l’unico mezzo a sua disposizione: la violenza.

È una Germania lontana dall’immaginario comune, quella descritta da Winkler. Come lo è il mondo del calcio. Gli hooligan, narrati dal romanziere, sono diversi dagli ultras. Frequentano poco lo stadio, e usano l’appartenenza calcistica per marcare il proprio legame a un territorio.

E nella loro ricerca di rivendicazione sociale —espressa dal desiderio di comparire su un’ipotetica mappa di gruppi organizzati nello scontro— queste fazioni progettano incontri a base di violenza. Unica forma espressiva a loro disposizione per ribadire la superiorità della propria città.

Nonostante la durezza dei personaggi il romanzo trasmette un’intensa tristezza; quello che all’inizio può sembrare un resoconto di pestaggi, si trasforma in un viaggio nella disperazione di Heiko, ragazzo lasciato in balia di sé stesso.

Hool è un romanzo tristemente bello e avvincente.


La lista completa delle recensioni la trovate QUI

I miei racconti li trovate QUI


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