Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver (Einaudi Super ET, 2015 – traduttore Riccardo Duranti)

Un tizio senza mani si è presentato alla porta per vendermi una foto di casa mia. Se non era per gli uncini cromati, sembrava un uomo sulla cinquantina come tanti altri.

— Come ha fatto a perdere le mani? — gli ho chiesto dopo che mi ha detto cosa voleva.

— Quella è un’altra storia, — ha detto lui. —La vuole questa foto o no?

— Si accomodi, — ho detto io. — Ho appena fatto il caffè.

 

L’inizio di Mirino, uno dei diciassette racconti de Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (prima pubblicazione 1981, Einaudi Super ET 2015) racchiudono, a mio parere, lo stile di Raymond Carver: diretto, sintetico, incisivo.

Nei suoi racconti le parole scritte hanno un peso specifico. Descrivono la vita quotidiana donandole una bellezza, e una semplicità, che in altri scrittori non si riscontra.

In Perché non ballate? Carver ci porta nel giardino di una casa i cui mobili sono messi all’asta. Ne Il bagno un pasticcere reclamerà che si vada a ritirare una torta ordinata precedentemente. Con tanta di quell’acqua a due passi da casa una donna ripensa al ritrovamento del corpo di una ragazza fatto dal marito, e dai suoi amici, durante un fine settimana di pesca. Piccole storie pronte a trasformarsi in qualcosa di grande. Perché la capacità di Carver sta proprio qui: raccontare la vita quotidiana e renderla unica. E così parteciperemo con trasporto alla discussione di quattro amici intenti a chiedersi cosa sia l’amore (il racconto dà il titolo alla raccolta), o alla lite tra una coppia (Piccole cose) per decidere chi debba tenere il figlio. C’è l’incontro, dopo due anni di silenzio, tra padre e figlio seduti al tavolino di un bar dell’aeroporto tra un aereo e l’altro (Sacchetti); o ancora parteciperemo alla discussione di tre uomini che attendono il proprio turno dal barbiere (La calma).

Questo, e molto altro, raccontano le storie de Di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Vite fatte di semplicità, ma capaci di trasmettere emozioni intense.

Se non avete mai letto nulla di Carver, questo è un ottimo libro da cui iniziare. Se conoscete già l’autore, e questa raccolta in particolare, rispolverare il volume male non fa. Raymond Carver non annoia mai!

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2 pensieri riguardo “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver (Einaudi Super ET, 2015 – traduttore Riccardo Duranti)

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