Ricordo

Dopo il confinamento della primavera 2020, non l’ho più incontrato. Chissà se ha raggiunto la sua compagna, o se ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Chissà.

SPORE POETICHE

Lo incrocio con cadenza quasi regolare. Ha lo sguardo leggermente triste, e il cagnolino al seguito. Il nome, come mia consuetudine, non lo ricordo e sul suo, in particolare, è calata una nebbia fitta. Eppure…

Eppure ricordo il giorno in cui lo conobbi: 07 dicembre 2017.

Ricordo una ragazza di origine spagnola. Teneva stretto al petto con la mano sinistra il proprio, di cagnolino. Nella destra reggeva una sigaretta. Lasciò si consumasse in una lenta e bruciante consunzione senza mai fare un tiro.

Ricordo madre e figlia (nella mia testa honduregne) dall’accento centro-sudamericano. Stupende nella loro creola bellezza. Sei muy dolze, ripeteva la madre guardandomi – sudato e puzzolente come un caprone – in quel pomeriggio velato di grigio. Pareva volesse abbracciarmi dalla commozione. Io, ciondolante davanti all’unico ufficio vuoto e spento del canile di Belluno, cercavo di calmare un povero cagnolino. Lo stesso cagnolino che incontro in compagnia dell’uomo…

View original post 85 altre parole

È la nostalgia bastarda

La nostalgia, il freddo pungente, il Friuli. Un anno “speciale” raccontato in sintesi.

SPORE POETICHE

È la nostalgia bastarda a fotterti con ricordi e sensazioni fasulle. Prendi a esempio stamattina. Esco di casa per bere un caffè con Sara dopo mesi dall’ultimo incontro e scopro il cielo terso anche se una leggera nebbia, creata dalle acque del Piave, sembra divertirsi a nascondere il mondo circostante. Mancano pochi minuti alle nove e il termometro segna 0°C e l’aria è pungente (tipica del post nevicata in quota) e carica di quegli odori del periodo a cavallo tra autunno e inverno. E la nostalgia bastarda mi sbatte in faccia vecchi ricordi lontani di quando facevo il militare nel Friuli. Riodoro i profumi portati dal vento e ricreo mentalmente le vette sagomate della Carnia in lontananza. Era tutto diverso, ecco la frase sciocca con cui i ricordi iniziano o terminano. Era tutto diverso: vocaboli inutili per bollare un passato “idilliaco” deformato. Correva l’anno dell’attentato alle torri gemelle…

View original post 439 altre parole

Hanno previsto temporali

Temporali, gambe, esistenza.
Faccio un miscuglio di immagini e sensazioni ricavandone poesie bislacche, ma che mi piacciono.

SPORE POETICHE

Hanno previsto temporali, per oggi,

poco male, mi bagnerò.

Il vero problema risiede

nell’incerta grammatica esistenziale

espressa dal fornaio.

Ci capiamo a stenti, direi mai,

e tappare quel buco allo stomaco

sempre più abisso, è impresa

ormai impossibile.

Vorrei terminare questa poesia

con dei versi alti, imponenti,

ma l’unica immagine degna di tali aggettivi

si esprime nelle tue gambe:

un metro e venti di vertigine.

View original post

La mia prima educazione sessuale (e il 3° principio della Dinamica)

Le mie prime letture “serie”
L’erotismo a portata di edicola 😉

SPORE POETICHE

La mia prima educazione sessuale la devo a due riviste: Lettere di donne e Lettere confidenziali. Due mensili (o forse settimanali) ricchi di racconti molto esplicativi e di nudi femminili ancor più chiarificatori.

A fornirci (passo al plurale perché
non ero solo in questa avventura) queste prelibatezze di letteratura da bassa
manovalanza erano i genitori di C – intendiamoci, non è che lo facessero con fini
reconditi, semplicemente possedevano una vasta gamma di quelle riviste (erano
sparse ovunque in casa) e a noi ragazzini bastava allungare una mano per farle
nostre.

A quattordici anni divoravamo (pensandoci
credo sia stata la mia prima seria lettura) questi racconti in cui le donne
descrivevano il proprio piacere ottenendolo mediante: dildo; vibratori; palline
vaginali; muratori; idraulici; commessi; e un’ampia gamma di maschi occupati nelle
mansioni più comuni – per la serie: il godimento della porta accanto. Leggevamo
a turno una rivista, o uno…

View original post 437 altre parole

Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

A ripensarci rido ancora 😀

SPORE POETICHE

Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

Erano gli ultimi mesi del 2019 e il negozio era in procinto di chiudere per trasferimento in nuova sede. Di conseguenza la necessità di svuotarlo dalla merce era imperante, e venne stabilito lo svuotatutto.

Non so se vi sia mai capitato di lavorare in un esercizio in cui la merce viene svenduta, ma vi assicuro che, oltre allo stress, le situazioni divertenti abbondano in quanto gli esseri umani, appena leggono le parole magiche saldi e fuoritutto, sono capaci di dare il meglio di sé. Se prima la mercanzia manco interessava, affiancata dai magici vocaboli diviene agognata come non mai.

E allora ecco la signora comprarsi l’idropulitrice a cui mancano molti componenti solo perché costa 40 euro. E a ruota i due padri di famiglia (con bambin i annessi) contendersi…

View original post 474 altre parole

Sono figlio, sono maschio

Circa 3 anni fa annotavo questi pensieri.
I mesi sono trascorsi, ma l’idea di base di no

SPORE POETICHE

Sono figlio, sono maschio.

sono figlio, sono maschio 1

Mi guardo in giro, e rifletto. È mia abitudine. Interagisco molto meno. Giusto o sbagliato poco importa. Osservo il mondo reale, e lo trasbordo in quello delle reti sociali; vivono in simbiosi, mi sembra poco realistico dividerli. Unisco parole del vissuto materiale con immagini della sfera virtuale, e lascio nasca un pensiero. Infine traslo l’elaborazione nella persona che meglio conosco: Alessandro C. Io.

Ed è capitato per caso, mentre ero al bar -in due distinti momenti- sentissi discutere due coppie di madri. Genitrici che si dichiaravano legate, stando alle loro parole appassionate, ai rispettivi figli. Lo seguo in tutte le attività… , lo indirizzo in quella direzione… , e altre frasi dello stesso tenore arricchivano i discorsi intrapresi tra un caffè e un dolcetto.

Seduto vicino a loro mi è stato impossibile non ascoltare. La promiscuità gioca brutti scherzi. Comunque sia, in quanto figlio, in quanto…

View original post 620 altre parole

La scuola?

Lo ripubblico, sperando di strappare qualche sorriso 🙂

SPORE POETICHE

La scuola? L’ho sempre detestata. Era un’istituzione che, per il sottoscritto, doveva essere cancellata dalla terra seduta stante.

All’asilo scappavo perché volevo tornare a casa dalla mia sorellina. Alle elementari avevo il terrore della maestra e spesso fingevo di dimenticare a casa la cartella per tornare sui miei passi. Le medie sono state un buco nero di insulsaggine e apatia. Le superiori le ho amate solo alla fine (tanto da averle prolungate di altri 2 anni). Per farla breve, non ero quello che si definisce uno studente modello.

Tornando ai pochi anni buoni di quel periodo, potrei stuzzicarvi l’appetito raccontando qualche marachella, o bricconata, ma temo che i reati in questioni non siano ancora caduti in prescrizione e, con cognizione di causa, sorvolo facendo finta di nulla. In alternativa potrei spiegare le cause delle due bocciature, ma sono fatti di normale amministrazione e rischierei di annoiarvi con le classiche beghe…

View original post 371 altre parole

Un gioco senza età

con simpatica arroganza saccheggio un pensiero non-mio 🙂

quovadisbabyblog

La mia vita ha l’equivalente simbolico del gattonare.

Mi accampo furtiva sempre lontana dal mio nido per negoziare con ogni uomo che incontro il gran ritorno.

Eppure l’indicatore romantico mi suggerisce nuove idee, curiosità, ispirazioni: qualcosa di disinvolto che potrebbe conciliarmi finalmente al mondo, al tutto.

Ma non c’è verso, nessuna speranza.

L’unico equilibrio che so sostenere è l’aura di mediocrità di chi mi raggiunge, di chi non ha pace.

View original post

Storia di Lina

Magari vi va di leggere questo mio articolo del Corriere delle Alpi
Parla della chiusura di un locale, ma non per covid

SPORE POETICHE

Ieri mattina ho bevuto un caffè, scambiando qualche chiacchiera, in un’osteria che stasera chiuderà in modo definitivo dopo una storia lunga 100 anni.

Ho scritto un articolo che parla di Lina, e di come siano destinati a spegnersi i piccoli paesi di montagna.

Se volete conoscere la storia di questa ragazza potete leggere l’articolo cliccandoQUI

View original post

Silenzio cristallino

Poco meno di 3 anni fa…

Poesia

SPORE POETICHE

Silenzio cristallino è una delle dieci finaliste del IV Concorso Poetico Fotografico Finestre sul Mondo indetto dall’Associazione Licenza Poetica.

Spero possiate apprezzare questo tramonto lagunare, ed i versi ad esso associati.

La laguna venexiana riserva sempre scorci magnifici nel periodo invernale.

silenzio cristallino

La solitudine, tramontando,

si fa rosseggiante;

oziose nubi vanesie

si specchiano nell’opacità

dei miei placidi sogni.

Piccola figura cupa,

nella quiete crepuscolare,

vago per increspate acque

immerso nel cristallino silenzio.

View original post

Gocce

Sachggio della domenica 🙂
Buona lettura (e scoperta) 🙂

alessandrasolina

gocce alessandrasolina poesia poesie

E grondano le dita.

Disegnano i polpastrelli

di un’altra identità.

Sprofondo

e riemergo Dea

del nuovo giorno,

in un’altra epoca

senza contorni,

senza fisionomia,

senza ali.

Mi ergo tremula

a questi raggi.

Unica certezza:

la vibrazione

di un essere qualunque

che non chiude le braccia.

Al mondo.

All’incognita.

A te.

View original post

una sola

Eccomi a saccheggiare bellezza nei blog altrui.
Buona lettura 🙂

almerighi

avevi l’oro nei capelli più radi,
hai ferite nel sangue mai guarite
potresti cantare senza colpire
o rinnegare un tempo mai vissuto,
lasciato ai cani pronti in contesa
a dividerne il resto
come ai dadi la tunica, una sola,
rossori che sapevano sorridere
sotto spoglie di donna

View original post

partecipazione sleale.

consiglio di lettura!
un blog interessante e non banale

hicetnunc.wordpress.com

sorrisi al cloroformio,
finti si aprono sulle labbra non più immacolate.
si schiudono, peccatrici.
figuranti precari e per nulla convinti
si muovono sulla scena
tutti i santi giorni.
dove si nasconde la verità?
occhi languidi e compiacenti,
famelici, ricercano.
mantenere l’anonimato
come quando
guardi attraverso un glory hole,
tu, vojeur di emozioni.
immobile e muto. tremante.
insaziabile trafficante di umori altrui.
conteiner di liquidi biologici e spasmi,
e lacrime e sangue.
sai dirmi che sapore ha, la verità?
l’hai incrociata, forse,
per caso o per sbaglio,
e mi chiedo
se ti sei accorto, e ti sei sporto.
se hai sentito il coraggio per assaggiarla.
sopraffazione mista a rassegnazione.
è grande la paura che possa sbranare gli stomaci maltrattati, è forte, ti fotte come una puttana che non sa fare altro.
smetti pure di ascoltare, se ti conviene.
le mie parole sono
sporche
indisciplinate
piene.

View original post

Un uomo solo

Rubo questo scritto altrui sperando susciti riflessioni. Lo rubo perchè mi paice anche se non lo condivido fino in fondo.
P.S.: leggete BLUE HOTEL, è un molto interessante 🙂

BLUE HOTEL

Mentre guardi un porno nella luce bassa del tuo appartamento sei da solo.
In una zona interessante di Roma, come in un borgo di campagna sull’Appennino dell’Emilia Romagna.
Sei un personaggio famoso, o, un uomo interessante per i più.
Praticamente assente.
Rifuggi il mondo.
L’immagine di te. Non la sai.
Hai solo uno specchio fissato troppo in alto nel bagno e uno chiuso nell’armadio pieno di coperte e pochi abiti pressoché uguali.
Sei solo chi sei.
Sei solo.
Love will tear us spart.
Perché la camera da letto è così fredda?
Girato dalla tua parte
Il mio tempismo è così imperfetto?
Il nostro rispetto è così secco?

Pensi a un’altra-in-teoria, e non pensi nemmeno davvero a quest’altra che esiste solo come idea, di un passato, morto, morde come un torto. Le ragazze aperte sul monitor mostrano gli organi interni ed è solo un automatismo che ti porta a…

View original post 97 altre parole