Le parole sono importanti

Il mio modo di archiviare i ricordi si basa prevalentemente sull'affidarmi alla memoria - per quanto sia conscio che col tempo questa deforma i ricordi stessi - e a piccole annotazioni scritte in qualche agenda, o foglio sparso. Non conservo fotografie - ne ho pochissime - né oggetti del passato - quando qualcosa non ha più uno scopo propositivo sul mio vivere, la butto

Qualche giorno fa è mi è capitato un fatto singolare

Internet ci sta privando dell’attesa, e delle riflessioni che ne scaturiscono, ingabbiandoci all’interno di algoritmi capaci di scovare i nostri punti deboli. Ci sta ingannando con la promessa di renderci “importanti” grazie ai nostri commenti, e ai desideri esauditi a portata di clic. Ci sta trasformando in esseri passivi in una realtà virtuale

Sono affascinato dai luoghi spopolati

Sono affascinato dai luoghi spopolati in cui il passaggio dell’essere umano è però ancora tangibile. Percepire il silenzio delle strade vuote. Osservare le case dalle porte sprangate, e i negozi dalle saracinesche abbassate. Questo vuoto apparente mi affascina perché ha quel sapore di incompiuto che tanto adoro.

i miei occhi

Stamattina guardavo i miei occhi allo specchio. E nello scrutarli, oltre al verde acqua intenso, leggevo i pensieri annidati nell’iride. Non sono un tipo da autocelebrazioni, sarei più propenso a rimanere defilato o a non prendermi mai sul serio (è un modo per rimanere coi piedi per terra, e per scansare paure e timori), comunque, leggevo i pensieri attraverso il filtro dell’iride, e mi sono detto: «hai creato qualcosa di bello, e di diverso» - riferito al mio ultimo libro: Viscerotica. Il desiderio si fa carne, che a sua volta si fa poesia; la poesia si fa me, che a mia volta mi faccio sensualità. I miei occhi verde acqua dicevano tutto ciò stamane, e potrei sintetizzare questa serie di pensieri con un’unica parola: Viscerotica.

Un pensiero

Un pensiero va ai pomeriggi scanditi da una birra al bar, e alle risate mascoline. Tempi cadaverici di una gioventù sfacciata ancora proiettata alla spensieratezza. Un pensiero va ai racconti paterni divenuti preziosi più del materiale. Confidenze da padre a figlio, e viceversa, sussurrate tra le mura di un ospedale. Un pensiero va agli scontri … Continua a leggere Un pensiero

Stamattina l’ho incrociato in zona stazione di Belluno

Stamattina l’ho incrociato in zona stazione di Belluno, e mi è parso un fatto strano. Solitamente lo incontro sempre nei pressi di ponte Sarajevo, o lungo la ciclabile che segue il corso del Piave. Addirittura una volta l’ho visto camminare in una rotonda infischiandosene dei camion e delle automobili, e di sera mi è capitato … Continua a leggere Stamattina l’ho incrociato in zona stazione di Belluno

RIFLESSIONE SUL MONDO DELLA PICCOLA EDITORIA (PARTE 2ª)

Vengo contatto, tramite instagram, da un agente di una casa editrice laziale. Dice di aver letto qualche mio componimento in rete, e domanda se sia interessato a far parte di un’antologia. Perché no, penso tra me, e chiedo lumi a riguardo. L’idea era di ricostruire un piccolo racconto sullo scambio di messaggi, poi ho deciso … Continua a leggere RIFLESSIONE SUL MONDO DELLA PICCOLA EDITORIA (PARTE 2ª)

È dalla scorsa primavera

È dalla scorsa primavera (periodo del confinamento domiciliare) che non riesco a leggere romanzi. Da maggio ne ho letti (o riletti) quattro, e tutti con estrema lentezza - e pensare che ero capace di divorarmi un libro anche in una notte quand’ero preda dell’insonnia. La forma romanzo mi è divenuta quasi ostile, incapace, nella sua … Continua a leggere È dalla scorsa primavera