Il concetto di rispetto

Sono settimane ormai, volente o meno, che assisto a scene e atteggiamenti che mi inducono a riflettere sul concetto di rispetto. A volte vorrei sottrarmi a tali viste ma, se apro o chiudo la finestra, o esco sul terrazzo, mi è impossibile non notarle. E poi, lo confesso, mi piace osservare le persone, soprattutto perché, anche se impossibilitato a causa della distanza dal sentirne i discorsi, leggo, tramite le posture del corpo e le espressioni facciali, le emozioni in gioco. Tipo stamane.

Lei, rannicchiata dentro l’abitacolo dell’auto e lui, in piedi, ma con il busto a invadere quell’abitacolo stesso come a serrarla in una gabbia, che cerca di spiegarle chissà quale cosa. E lei non parla, lo si vede benissimo, e tiene la testa di lato con mento alto e sguardo lontano anni luce dalla traiettoria di lui. Forse la storia è agli sgoccioli e i sorrisi scambiati fino a pochi giorni prima sono ormai relegati al passato remoto. Ed è proprio vedendo queste loro ultime posture rigide e distanti che ho iniziato a riflettere sul rispetto.

Lui, col modo violento di imporre la propria fisicità all’interno dell’abitacolo, ha capito di violare comunque un’intimità?

Lei, muta nella propria distanza, si è chiesta se, nel varcare certi confini si è poi in grado di procedere in un territorio sconosciuto?

In passato ho visto alcuni dei loro incontri. Ho sentito lei, nel silenzio mattutino, civettare al telefono o corrergli incontro solo per un breve saluto prima della routine lavorativa. Ho letto, nei loro appuntamenti nel piazzale davanti casa mia, sguardi e carezze innocenti ma carichi di passione. Li ho visti amarsi, in modo goffo e impacciato, ma pur sempre eloquente. E ho visto l’altra faccia della medaglia. Un figlio nel passeggino ad accompagnare la madre in alcuni di queste piccole finestre amorose. Ho visto il vecchio amore attendere seduto sul marciapiede l’arrivo di lei. Ho visto questo e altro in un alternarsi di mattine e pomeriggi del fine settimana in cui vite e amori si sono incrociati senza mai sfiorarsi, proprio come gli sguardi dentro quell’abitacolo stamane. E il rispetto, concetto capace di impossessarsi dei miei pensieri, mi ha suggerito di evitare congetture superficiali, abbandonando generalizzazioni facili e scontate per chi assiste dal di fuori. Mi ha spiegato che, se non nasce dal di dentro, il rispetto si tramuta in concetto effimero e spesso abusato.

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