Immagina di

Immagina di correre.

Immagina di scaricare la tensione, la rabbia, la stanchezza e la pigrizia a ogni passo.

Immagina l’alba stia per fare capolino, ma la notte è ancora in pieno possesso dell’orizzonte.

E poi la vedi.

Una figura rannicchiata a terra in una tela cerata per proteggersi dal freddo autunnale, o distesa su una panchina. E con essa le borse, a fare da argine al vento, contenenti un’intera esistenza. Custodi di averi preziosi. Testimoni di sogni rubati.

La figura è lì, proprio davanti a te. Dormiente. Cosa fare? Continuare a correre, magari cambiando tragitto, o fermarsi?

La sveglieresti chiedendole se ha bisogno di aiuto (ma cosa le puoi offrire, e in che modo?), o la lasceresti riposare perché, come ti suggerisce la mente, svegliarla in piena notte potrebbe scatenare una reazione incontrollata figlia della paura e dello spaesamento. Tu cosa faresti?

Se fosse uomo o donna la tua reazione sarebbe la stessa?

E se rifiutasse il tuo aiuto, come ti sentiresti? E come reagiresti?