Samantha (o la breve narrazione di una serata trascorsa in compagnia di una giovane donna che indossò sfumature alla Buio Omega)

Tra corsi e ricorsi storici, il ricordo di questa serata mi fa ancora impazzire 😀

SPORE POETICHE

Facendo pulizia di vecchi file ho trovato le annotazioni conseguenti a un appuntamento al buio. Avevo dimenticato questo avvenimento e, rileggendo le poche informazioni scritte a suo tempo, mi domando perché abbia abbandonato la divertente pratica di conoscere persone a caso, privandomi così della possibilità di incontrare ragazze caratterizzate da singolari peculiarità.

Innanzi tutto tengo a precisare che Samantha, il nome della protagonista, è di pura finzione; siamo usciti un’unica volta e la messaggistica, prima e dopo l’incontro, è durata poche settimane è perdonabile, quindi, questa mia dimenticanza (amnesia ben diversa dall’oblio in HO SCORDATO IL NOME DELLA RAGAZZA CON CUI SONO USCITO PER MESI). In compenso ricordo la sua provenienza, Mogliano Veneto, e della gonna plissettata nera e corta indossata per l’appuntamento (particolare di rilevante importanza nel proseguo della vicenda).

La storia ruota attorno alla stessa città: Conegliano. Una mattina, mentre faccio colazione in un bar mai…

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Immagina di

Immagina di correre.

Immagina di scaricare la tensione, la rabbia, la stanchezza e la pigrizia a ogni passo.

Immagina l’alba stia per fare capolino, ma la notte è ancora in pieno possesso dell’orizzonte.

E poi la vedi.

Una figura rannicchiata a terra in una tela cerata per proteggersi dal freddo autunnale, o distesa su una panchina. E con essa le borse, a fare da argine al vento, contenenti un’intera esistenza. Custodi di averi preziosi. Testimoni di sogni rubati.

La figura è lì, proprio davanti a te. Dormiente. Cosa fare? Continuare a correre, magari cambiando tragitto, o fermarsi?

La sveglieresti chiedendole se ha bisogno di aiuto (ma cosa le puoi offrire, e in che modo?), o la lasceresti riposare perché, come ti suggerisce la mente, svegliarla in piena notte potrebbe scatenare una reazione incontrollata figlia della paura e dello spaesamento. Tu cosa faresti?

Se fosse uomo o donna la tua reazione sarebbe la stessa?

E se rifiutasse il tuo aiuto, come ti sentiresti? E come reagiresti?