Hanno previsto temporali

Temporali, gambe, esistenza.
Faccio un miscuglio di immagini e sensazioni ricavandone poesie bislacche, ma che mi piacciono.

SPORE POETICHE

Hanno previsto temporali, per oggi,

poco male, mi bagnerò.

Il vero problema risiede

nell’incerta grammatica esistenziale

espressa dal fornaio.

Ci capiamo a stenti, direi mai,

e tappare quel buco allo stomaco

sempre più abisso, è impresa

ormai impossibile.

Vorrei terminare questa poesia

con dei versi alti, imponenti,

ma l’unica immagine degna di tali aggettivi

si esprime nelle tue gambe:

un metro e venti di vertigine.

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Le parole sono importanti

Ieri, per l’ennesima volta, ho riguardato “palombella rossa” di Nanni Moretti. È una pellicola che adoro, come la maggior parte dei lavori del cineasta romano ma, rispetto agli altri suoi lavori, questo film ha una forza ammaliatrice su di me in quanto il tema del linguaggio e dell’uso delle parole – famosa la scena dello schiaffo che culmina con il grido rabbioso “le parole sono importanti” – riflette un percorso che sento mio.

E proprio come Michele Apicella (il protagonista) si aggrappa ai ricordi e al linguaggio per ricostruire la propria identità, allo stesso modo passeggio a ritroso nel tempo per rivivere situazioni e persone (Spore Poetiche è proprio questo) per trasformarli in racconti, riappropriandomi così della mia identità. E ciò accade proprio grazie alle parole rimaste impresse nella mente, piccoli scorci limpidi sul passato capaci di rimanere vividi.

Il mio modo di archiviare i ricordi si basa prevalentemente sull’affidarmi alla memoria – per quanto sia conscio che col tempo questa deforma i ricordi stessi – e a piccole annotazioni scritte in qualche agenda, o foglio sparso. Non conservo fotografie – ne ho pochissime – né oggetti del passato – quando qualcosa non ha più uno scopo propositivo sul mio vivere, la butto.

Negli anni ho raffinato la tecnica del “lasciare andare” persone e oggetti che, a prima impressione, parevano importanti. Ho imparato a non fare affidamento sugli oggetti materiali per “sentire” vecchie sensazioni, né tantomeno a rivedere amici/amiche di vecchia data.

A volte mi sembra di essere proiettato verso il futuro, consapevole che ciò che verrà sarà sempre più malleabile di ciò che è stato.

E voi, conservate vecchi scatoloni e bauli contenenti i ricordi di quando eravate bambini/e, o come il sottoscritto amate la “pulizia”?


P.S. anche i miei lavori letterari sono frutto di una scrematura, spesso manifestata in una splendida buberata. I miei scritti li trovi –>CLICCANDO QUI

La mia prima educazione sessuale (e il 3° principio della Dinamica)

Le mie prime letture “serie”
L’erotismo a portata di edicola 😉

SPORE POETICHE

La mia prima educazione sessuale la devo a due riviste: Lettere di donne e Lettere confidenziali. Due mensili (o forse settimanali) ricchi di racconti molto esplicativi e di nudi femminili ancor più chiarificatori.

A fornirci (passo al plurale perché
non ero solo in questa avventura) queste prelibatezze di letteratura da bassa
manovalanza erano i genitori di C – intendiamoci, non è che lo facessero con fini
reconditi, semplicemente possedevano una vasta gamma di quelle riviste (erano
sparse ovunque in casa) e a noi ragazzini bastava allungare una mano per farle
nostre.

A quattordici anni divoravamo (pensandoci
credo sia stata la mia prima seria lettura) questi racconti in cui le donne
descrivevano il proprio piacere ottenendolo mediante: dildo; vibratori; palline
vaginali; muratori; idraulici; commessi; e un’ampia gamma di maschi occupati nelle
mansioni più comuni – per la serie: il godimento della porta accanto. Leggevamo
a turno una rivista, o uno…

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La sensazione

La sensazione di vivere per qualche ora sopra le nuvole è indescrivibile. Percepisci il mondo sommerso, e la vastità del cielo ti seduce.

Non ricordo quando ho scattato questa fotografia, ma tra quei monti e quei boschi ci sono cresciuto. Ho incontrato personaggi singolari, e molti animali selvatici, alcuni dei quali inaspettati.

Una sera, mentre fischiettavo soddisfatto lungo il sentiero, mi sono trovato al cospetto di un’aquila reale. Immensa e maestosa, altre parole non ho per descriverla. E per un istante provai il brivido del sentirmi preda.

Vivere in cima al mondo ti insegna la semplicità, e ti fa percepire la leggerezza. Altro non serve.

un’immagine, una sensazione

Un’immagine, una sensazione.

C’è stato un periodo della mia vita in cui mi piaceva andare al mare in autunno/inverno.

La sensazione di pacifica solitudine valeva più di ogni altra cosa, e assistere ai tramonti invernali era realmente un piacere.

Tra le centinaia di fotografie scattate in quei momenti, questa sottostante è una delle preferite. Per i colori tenui. Per la schiuma marina. Per il peschereggio solitario come me.

Bibione – inverno