La nuda luna risplende sconcia

La notte ha il fascino femmineo dell’imprevedibilità. Come la donna più seducente, regala momenti di pura passione ad altri di totale distacco.

E poi c’è la luna, presenza ammaliatrice ammaliatrice e incantatoria, seducente e distante.

La nuda luna risplende sconcia nasce da questi pensieri. Mi auguro vi piaccia e susciti curiosità verso il mio lavoro.

LA NUDA LUNA RISPLENDE SCONCIA

La nuda luna risplende sconcia per la mia voluttà

e il firmamento, laido giaciglio

si fa manto scurrile.

La notte va spogliata

inutile negarlo, e con fare malandrino

l’accarezzo baciandole le cosce.

Voglio imprimere la vastità della volta celeste

in un teneue pensiero;

e poi ingoiarlo.

Assaporare il suo gelido calore invernale,

e saziarmi.

Occhi notturni bisbigliando alla mia oscenità,

lascivi.

Ho denudato la notte, lo confesso,

ingoiando ogni singola stella in questo unico amplesso.

ho una domanda per te

Ho una domanda per te:

qual è la tua idea di libertà?

È la sensazione di poter fare qualsiasi cosa ti aggrada, o è un insieme di regole da seguire per raggiungere uno scopo? È vivere il momento lasciandosi trasportare dalle emozioni, oppure è dominare quelle stesse emozioni per piegarle al proprio volere?

Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

A ripensarci rido ancora 😀

SPORE POETICHE

Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

Erano gli ultimi mesi del 2019 e il negozio era in procinto di chiudere per trasferimento in nuova sede. Di conseguenza la necessità di svuotarlo dalla merce era imperante, e venne stabilito lo svuotatutto.

Non so se vi sia mai capitato di lavorare in un esercizio in cui la merce viene svenduta, ma vi assicuro che, oltre allo stress, le situazioni divertenti abbondano in quanto gli esseri umani, appena leggono le parole magiche saldi e fuoritutto, sono capaci di dare il meglio di sé. Se prima la mercanzia manco interessava, affiancata dai magici vocaboli diviene agognata come non mai.

E allora ecco la signora comprarsi l’idropulitrice a cui mancano molti componenti solo perché costa 40 euro. E a ruota i due padri di famiglia (con bambin i annessi) contendersi…

View original post 474 altre parole

Qualche giorno fa è mi è capitato un fatto singolare

Qualche giorno fa è mi è capitato un fatto singolare che ha confermato un’idea che mi frulla in testa da un po’.

Vendo una batteria per macchina fotografica tramite un portale. Prenoto il ritiro per la spedizione, e il corriere tarda di un giorno per il ritiro (sarebbe dovuto presentarsi il venerdì ma passa solo nel tardo pomeriggio di lunedì – sabato e domenica non li conto). Nonostante ciò, il pacco al mattino di martedì è già dalle parti di Salerno e, essendo partito dalla provincia di Belluno, è una cosa assai incredibile. Nel mezzo tra partenza e arrivo mi becco una serie di messaggi dell’acquirente perché teme di essere stato truffato. Per fortuna la batteria arriva, e il tutto finisce bene con soddisfazione da parte di entrambi.

A sorprendermi, oltre alla velocità con cui il pacco ha viaggiato, è l’impazienza dell’acquirente. Questo nuovo modo di acquistare on-line ha “asfaltato” pazienza e lentezza. Non importa che il prodotto sia importante o una cianfrusaglia, l’obbligo è che arrivi subito altrimenti chissà cosa può succedere.

E così nella mia testa mi frulla l’idea che l’unica vera rivoluzione concreta di internet è quella di averci trasformato in consumatori alienati, e insofferenti. L’attesa è divenuto un fastidio, e ad avvalorare ciò mi basta leggere molte recensioni di locali pubblici in cui si critica la lentezza nel servire il piatto in tavola (come se le pietanze non avessero bisogno di essere cucinate e dietro non ci fosse il lavoro di una o più persone).

Internet ci sta privando dell’attesa, e delle riflessioni che ne scaturiscono, ingabbiandoci all’interno di algoritmi capaci di scovare i nostri punti deboli. Ci sta ingannando con la promessa di renderci “importanti” grazie ai nostri commenti, e ai desideri esauditi a portata di clic. Ci sta trasformando in esseri passivi in una realtà virtuale.

Nell’ultimo periodo queste, e altre riflessioni, mi hanno portato a rivalutare il mondo di internet e il comportamento dell’essere umano. A volte mi scopro di essere radicale nei giudizi e nei pensieri ma, proprio grazie agli aspetti più estremi, riesco a cogliere più sfumature e meditare.

Ho bisogno di lentezza e realtà concreta, e credo siano due aspetti avulsi a internet.


Al seguente link trovi i miei lavori: https://amzn.to/3j1JpvK

Sono figlio, sono maschio

Circa 3 anni fa annotavo questi pensieri.
I mesi sono trascorsi, ma l’idea di base di no

SPORE POETICHE

Sono figlio, sono maschio.

sono figlio, sono maschio 1

Mi guardo in giro, e rifletto. È mia abitudine. Interagisco molto meno. Giusto o sbagliato poco importa. Osservo il mondo reale, e lo trasbordo in quello delle reti sociali; vivono in simbiosi, mi sembra poco realistico dividerli. Unisco parole del vissuto materiale con immagini della sfera virtuale, e lascio nasca un pensiero. Infine traslo l’elaborazione nella persona che meglio conosco: Alessandro C. Io.

Ed è capitato per caso, mentre ero al bar -in due distinti momenti- sentissi discutere due coppie di madri. Genitrici che si dichiaravano legate, stando alle loro parole appassionate, ai rispettivi figli. Lo seguo in tutte le attività… , lo indirizzo in quella direzione… , e altre frasi dello stesso tenore arricchivano i discorsi intrapresi tra un caffè e un dolcetto.

Seduto vicino a loro mi è stato impossibile non ascoltare. La promiscuità gioca brutti scherzi. Comunque sia, in quanto figlio, in quanto…

View original post 620 altre parole