A mia insaputa sono diventato il protagonista di un romanzo di Philip K. Dick!

Riesci a immaginarti in una realtà alterata?

Mi sono posto questa domanda diverse volte, senza però creare nella mente un’immagine nitida fino a quando, spolverando la libreria, l’occhio mi è caduto sui romanzi di Philip K. Dick. In particolare su Un oscuro scrutatore.

In questo libro (in sintesi) Bob Arctor è un poliziotto infiltrato in una comunità di tossici/spacciatori e, a causa di una tuta speciale indossata che nasconde l’identità (Bob se ne serve quando ricopre il ruolo del poliziotto!) e l’abuso di droghe, si ritrova a spiare i propri movimenti in un perverso gioco al contrario. Il poliziotto Bob pedina il tossico/spacciatore Bob non riconoscendo il proprio volto e le proprie gesta.

Bob vive un cortocircuito tra realtà e realtà alterata.

Dovunque andrai, ti si chiederà di fare qualcosa di sbagliato. È la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla priopria personalità. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. È l’ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l’universo.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick

E così, ripensando alla trama del romanzo, mi è venuto in mente lo scambio di messaggi avuto con Giorgia, un’amica romagnola. Parlando del più e del meno siamo giunti a elencare alcune situazioni di realtà alterata vissute negli ultimi mesi, con relative emozioni. Entrambi abbiamo provato:

  • senso di colpa nell’uscire per fare due passi;
  • dimenticanza della scoprire, e a volte del desiderio, dell’altro sesso;
  • percezione del “sentirsi criminali” se manifestavamo la necessità e il desiderio di vedere amici e parenti che vivono a decine, se non centinaia, di chilometri di distanza.

Sia chiaro, questi e altri pensieri sono stati passeggeri, a volte molto fugaci, ma in questo periodo di restrizioni si sono comunque manifestati, creando piccoli cortocircuiti nel nostro modo di essere e di viverci.

La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce.

Philip K. Dick

E così mi ritrovo a vivere in un romanzo di Philip K. Dick in cui lotto contro situazioni e pensieri che, nonostante tutto, cercano di adattarsi a questa nuova realtà. E addentrandomi in questa realtà alterata, scopro che

Io stesso non sono un personaggio di questo romanzo: io sono il romanzo.

Un oscuro scrutatore – Philip K. Dick

E se io sono il romanzo ho la possibilità di riempire le pagine a seguire con la realtà che più mi calza e mi aggrada, impedendo che alcune imposizioni, o pensieri deviati, si impossessino della Mia Realtà!

P.S. questo pensiero è dedicato a chi, in questi mesi, ha lottato, o sta lottando, contro i propri demoni. Finchè hai la forza per lottare, hai anche le energie sufficienti per vincere.

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