Stamattina l’ho incrociato in zona stazione di Belluno

Stamattina l’ho incrociato in zona stazione di Belluno, e mi è parso un fatto strano. Solitamente lo incontro sempre nei pressi di ponte Sarajevo, o lungo la ciclabile che segue il corso del Piave. Addirittura una volta l’ho visto camminare in una rotonda infischiandosene dei camion e delle automobili, e di sera mi è capitato di vederlo zigzagare nella galleria vicino Lambioi ma mai, fino a stamane, in centro città.

Non lo conosco, e nemmeno so quale sia il suo nome. A colpirmi, oltre alla strana borsa di plastica rigida ormai consumata che tiene sotto al braccio, sono la camminata dalle lunghe falcate, e una giacca troppo grande in cui sembra che le maniche vogliano scappare da quel corpo così striminzito.

Ho notato quest’uomo perché lo incrocio almeno due volte alla settimana, sempre a piedi, con la medesima borsa, e quella giacca (per la precisione un piumino) sia con 10° sotto zero, sia con 30° all’ombra. Cammina in silenzio, e spesso sul volto mostra un sorriso triste, quasi spento. E mi incuriosisce. Non mi interessa conoscere il suo nome, e nemmeno la sua storia. Sarei curioso di vedere dove i suoi passi lo portino, e se cammini tutto il giorno per sfuggire ai demoni che lo inseguono perché, anche se certezze non ne ho, l’istinto mi dice che qualcosa lo tallona tanto da spingerlo a non fermarsi mai. Vive un’esistenza dentro un piumino e in lunghe falcate. Percorre ponti e marciapiedi di Belluno sorridendo triste. L’incrocio, lo noto, e in me vivo la dicotomia attrazione/repulsione per tutte le anime in pena.

La Linea – Osvaldo Cavandoli

E cerco di tenere la mente occupata mentre Viscerotica è in fase correzione di bozze. Le giornate si allungano sempre più, e la mia prossima silloge sta per venire alla luce.

QUI la mia prima raccolta di poesie: Di luce e di oscurità.