Cronaca di un assembramento annunciato

Ieri alle poste c’era l’assembramento, lo hanno portato di forza. Gente che si intrufolava senza permesso. Chi se ne usciva dicendo ho dentro mio fratello figlio unico. E chi, come il sottoscritto, se la rideva domandandosi se il locale era a rischio sanzione essendo un brulicare di insetti intenti a guadagnarsi un posto al sole, peccato piovesse. Solo ai concerti degli Slayer ho visto così tanta gente ammassata – un tempo contro le transenne, ora davanti agli sportelli – pronta a pogare. Ma si sa, è il tempo del covid e dicono si debba rispettare una distanza minima di sicurezza per salvaguardare il prossimo. Sarà. Nella mia quotidianità poco sociale e molto alienata, per quanto mi impegni nell’evitare il contatto umano e assembramenti vari, mi ritrovo sempre in situazioni caotiche degne della migliore commedia all’italiana. Proprio come ieri mattina quando, col numeretto in una mano e la bolletta dell’acqua nell’altra, mi distanziavo dall’assembramento assistendo al dramma: il misuratore di temperatura va in tilt; un insetto pigia pulsanti a caso sancendo la dipartita dell’aggeggio incriminato; si palesa l’addetta postale dando vita al classico capannello di curiosi e curiose; fine del rilevo temperatura per i presenti nel locale; marasma generale. Ma, tirando le dovute somme, mi viene ancora da esclamare “andrà tutto bene” – per chi non è dato saperlo.

Dimenticavo: ho detto che fuori pioveva?

Raining blood, from a lacerated sky, bleeding its horror, creating my structure, now I shall reign in blood!

2 pensieri riguardo “Cronaca di un assembramento annunciato

  1. Oggi l’assembramento è la parola e il fatto del giorno. Io che per motivi di salute devo ogni tre settimane fare delle analisi, vedo di continuo questo spettacolo poco decoroso e ancor meno intelligente, ma quando il senso civico a volte si manifesta a farlo arretrare ci pensa la solerte burocrazia statale, scolastica sanitaria, insomma tutta una serie di regole e regolucce per tenere al riparo i responsabili delle istituzioni dalle responsabilità. Perfino i numerosi deceduti di questo virus sono colpevoli, colpevoli di elevare i parametri che impediscono di vivere nella normalità. Il peggior assembramento è quello dei DPM governativi, confusi, contraddittori, pieni di ipocrisia che anziché tutelare la collettività si inchinano come sempre alle lobby sociali e finanziarie. In queste ultime settimane noi e la Germania abbiamo dati di contagio e di decessi per virus simili, loro hanno chiuso con un lockdown noi abbiamo aperto per una settimana di shopping e poi il governo e le Regioni si stupiscono per gli assembramenti. Credo che la differenza tra una nazione e un popolo civile e governato e un altro mal governato e dall’opaco senso civile sia qui evidente.

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    1. è un discorso lungo e che, alla fine, porta poca sostanza.
      Potrei arrabbiarmi, ma che pro? Preferisco farmi una risata e pensare che, per quanto uno cerchi di limitare le persone, dovrà sempre far i conti con il senso di libertà e sbadataggine (e il termine è voluto) che contraddistingue l’essere umano

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