Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

Vi ho mai raccontato di quando lavorai con la qualifica di commesso presso una nota catena di faidate del Nord-Est?

Erano gli ultimi mesi del 2019 e il negozio era in procinto di chiudere per trasferimento in nuova sede. Di conseguenza la necessità di svuotarlo dalla merce era imperante, e venne stabilito lo svuotatutto.

Non so se vi sia mai capitato di lavorare in un esercizio in cui la merce viene svenduta, ma vi assicuro che, oltre allo stress, le situazioni divertenti abbondano in quanto gli esseri umani, appena leggono le parole magiche saldi e fuoritutto, sono capaci di dare il meglio di sé. Se prima la mercanzia manco interessava, affiancata dai magici vocaboli diviene agognata come non mai.

E allora ecco la signora comprarsi l’idropulitrice a cui mancano molti componenti solo perché costa 40 euro. E a ruota i due padri di famiglia (con bambin i annessi) contendersi a suon di urla gutturali “l’ho vista prima io”, una sega da banco dalla dubbi funzionalità. Ma, più di ogni altra cosa, esiste un componente della casa che, incredibile a dirsi, stimola l’appetito più famelico: la tavoletta del water.

Un giorno mi arriva a tiro di naso un signore munito di busta plastificata da cui estrae una tavoletta quadrata (!) dal colore molto sospetto. Me ne dà una così. Guardi, non ne abbiamo. Non può prendere le misure? Se lei pensa che io metta le mani su quella così lì si sbaglia di brutto. E io come faccio? Provi a cambiare posizione nell’atto di meditare (lo penso ma non lo dico). Rimette nella busta l’oggetto incriminato e segnato da anni di utilizzo ed ecco arrivare il compare. C’è sempre un compare! E questo a lamentarsi perché ci sono troppi modelli dalle diverse misure. Non le sembra fastidioso? Lo dica a chi produce le ceramiche ma sa, il mercato è sempre alla ricerca di novità, pure le tazze devono sottostare a questa legge. E qui parte la bestemmia perché, prima di uscire di casa, il compare in questione non si è inginocchiato davanti al sacro Graal per prendere le misure. Mannaggia! Sempre bestemmiando se ne va e il sottoscritto si rilassa convinto di aver superato il peggio. Pia illusione!

Il massimo dello stupore giunge il giorno in cui le fantomatiche tavolette vengono esposte con un cartello minimalista: 5 € cadauna. Manco il pane in periodo di carestia è andato via così a ruba! Ed ecco comparire il genio diabolico. Ne piglia 3 (3!) di diverse forme e colori venendomi incontro tronfio. Ma è vero che costano solo 5 euro, mi fa. Certo, il prezzo è espresso chiaramente ma, se mi permette, le faccio notare che hanno misure completamente diverse l’una dall’altra, o il suo water è plastico e si modella a piacimento oppure rischia di spendere i soldi a vuoto. Mi sorride soddisfatto e mi fa, per quello che mi costano me le farò andare bene, le mette sotto al braccio a mò di baguette, e se ne va fiero e orgoglioso verso la cassa. Osservo il suo passo deciso, e rido immaginando le imprecazioni della moglie quando se lo vedrà comparire con la spesa totalmente inutile.

Era il dicembre 2019 e per me erano gli ultimi giorni da commesso in quell’esercizio. Vidi persone portarsi buste di plastica con le tavolette sporche di urina, e gente litigare per prodotti venduti a prezzi stracciati perché mal funzionanti. Poi è arrivato il covid ma, a ben pensarci, la catastrofe era già iniziata.

P.S. forse un giorno vi racconterò di quando, da venditore porta a porta, incontrai una donna che mi spiegò che il mondo sta per essere invaso dall’ondata nera e, sempre in via confidenziale, mi spiegò la vera natura di Mario Draghi e della regina Elisabetta!

Quando ho aperto il blog

Quando ho aperto il blog le aspettative erano pari a zero, quanto lo sono ora. Ero mosso dalla curiosità di scoprire come avrebbe reagito il lettore/lettrice ai miei scritti, e non tanto da quanto sarebbe stato il traffico giornaliero (i profili che mi seguono sono sempre stati pochi, e i numeri del blog viaggiano di conseguenza).

Nonostante ciò, le persone virtuali conosciute superficialmente in questo spazio sono state preziose (breve parentesi:  il volto della maggior parte di voi mi è sconosciuto, e tantomeno vi ho stretto la mano o guardato negli occhi. Per me siete entità virtuali di cui conosco poco o nulla, non offendetevi. Magari prima o poi ci faremo un caffè assieme e potrò finalmente associare alla vostra persona  un ammasso di carne destinato alla caducità) perché ognuna, col proprio sguardo sul mondo, mi permette di rileggere i miei pensieri con spirito critico rinnovato.

È capitato mi scontrassi con qualcuno/a per “difendere” il mio sentire ma, a ben pensarci, è stato un atteggiamento sbagliato in quanto non ho avuto la capacità di immedesimarmi nell’altro/a. Altre volte invece, da un semplice pensiero, sono scaturite riflessioni capaci di stimolare la mia creatività.

Nel bene e nel male se questo blog va avanti a singhiozzi è anche merito vostro. Perché avete la capacità di ritagliarvi del tempo per leggere ciò che scrivo. Perché a volte “osate” interagire. Perché non siete mai scontati/e e/o banali (mi correggo: quasi mai, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola). Bene, ora appoggio il violino e inizio col cazziatone, e se ti va di leggerlo, clicca QUI SOPRA

Era il 23 febbraio

Era il 23 febbraio, verso le 11 del mattino. Avevo appena finito di pulire il bagno e stavo per apprestarmi a impostare il tabellino perché nel pomeriggio avrei dovuto seguire una partita di calcio. Alpago – SanMartinoColle. La lunghezza dell’articolo è appuntata sull’agenda: tabellino/2600 cronaca/1200 interviste (i numeri indicano le battute). Dovevo pure scendere in campo per fotografare le formazioni schierate.

Verso le 11 mi arriva un messaggio via uozap dalla redazione. La partita non si gioca per precauzione, tutte le manifestazioni sportive sono sospese a data da destinarsi.

Va da sé che quella partita, come tante altre, non si è più giocata, e mi pare inutile parlare degli accadimenti seguenti.

Mercoledì scorso arriva un nuovo messaggio dalla redazione. Sei libero domenica. Si, sono operativo. L’Alpago gioca in casa. Vado a controllare nel sito per vedere l’avversaria e rimango piacevolmente stupito: SanMicheleColle. Per il sottoscritto la nuova stagione da cronista si riapre nel medesimo punto in cui si era interrotta.

Segno del destino? Non ne ho idea e nemmeno mi interessa. Ma una risata l’ho comunque fatta perché da allora molto in me, e nella mia vita, è cambiato, tanto che quella data mi sembra distante lustri, e non quella manciata di mesi trascorsi da febbraio a oggi.