È l’era de…

È l’era dello spread allargato, e dei vaccini impestati; dei vaffa forcaioli contro le scatolette di tonno, e del motto corale è colpa del commercialista. È l’era del confinamento sociale a responsabilità individuale, e del fuori i nomi; degli esperti a chilometro zero, e delle energie rinnovabili (come la tessera del supermercato). È l’era degli … Continua a leggere È l’era de…

-fermo il tram al rigore delle rotaie- di Lalie Lescorgot

Continuo col mio saccheggio a mani basse nei blog altrui per condividere la bellezza 🙂
Buona lettura 🙂

Francesca Dono ilgrovigliodeirampicanti

uovo di luna
Dormiente l’erba
Si scruta il fiordo emerso
Dalla notte
Un tavolo in salotto
Qualche crepa sul vetro rimpicciolito
E’ l’anno del cane
Il cinese non dice niente
Fermo il tram al rigore
Delle rotaie
Il pianeta ha offerto un cratere scialbo
Le nocciole spezzate
Per ogni casa di plastica
Siamo stati svegli da morti
Intatti al velo d’acciaio
Mio padre esce piegato dalla testa
Dall’utero effetto scudo
Un bottone rotolato
Packaging di questi versi incompleti
Nel tempo senza fine

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.l’impeto accanto.

rieccomi a saccheggiare scritti altrui; spero vi piaccia tanto quanto al sottoscritto 🙂

Crèmisi Poetica

[la facilità con cui azzardavo il desiderio e ne facevo invasione chiara per le tue fantasie, per l’ acumine del tuo ego, poesia eventuale, pungolo rovente a mettermi a nudo nelle preferenze delle esigenze]

avevo cura di ogni possibile occasione.
cura, mentre il fiato veniva a mancare
distesa sulla tua parola
d’acqua mai irrequieta
a scrosciare nel venirti incontro.
avevi cura di ogni nostra possibile occasione
mentre la tenerezza a malapena
aleggiava nel nulla delle ossa
a filo sulla schiena indenne,
come quando a violarci
erano solo i risvegli degli occhi
e il lieve gesto delle mani
a contraddirsi
dopo la bruma imperiosa
accomodata accanto
ad ogni impeto di furia.

©Runa
Tutti i diritti riservati/ inedito 2020

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in piano sequenza l’ultima scena

mi faccio ladro e rubo una poesia (molto bella) altrui 🙂

comebavadilumaca

in piano sequenza l’ultima
scena
la ricostruzione delle mura
domestiche
un teatrino
(tu bevi io cado)
(tu dormi io cado)
figure archetipiche
di patetiche combinazioni
(tu bevi io dormo)
(tu dormi io dormo)
 
cosa posso offrire oltre me stessa
niente di questo corpo animale
di tua fantasia è bastato niente
nemmeno delle parole
mi stendo in un canto senza suono
il silenzio assoluto della sirena
mentre fingi di sentire il canto
l’eco nel vuoto ripete solo te
stesso

tu salvo e io tornata mostruosa
non ho più desiderio di sedurre non
ho più desiderio

qualche ultima smania
d’affetto senza parole
prima dello stacco


(elena zuccaccia)

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