Una mattina qualunque di un grigio Gennaio

Gennaio è alle porte da tempo, ma il cielo anche in questa giornata è bigio. La nevicata di ieri si mostra sulle cime, e il vento gelido ha deciso di dare tregua.
Era gennaio, e in compagnia di L trascorsi una delle mattine più intense degli ultimi anni.
Rischiamo del farci del male se dovessimo rivederci, così mi disse, e la sua lucidità mi trafisse il cuore (in positivo).
Era gennaio e oggi, come in quella mattinata, il cielo è di un grigio stupendo 🙂

SPORE POETICHE

Nell’agenda blu sprazzi di idee s’inseguono senza coerenza.

E le pagine bianche: cuscini turchese per coricarsi su polvere di cacao.

[…] e la vetrata incornicia la Questura; tavolini vuoti affollano il marciapiede.

Tratteggerei con piacere i lineamenti del bigio cielo, e dei tanti scolari (volti cupi a tratti adombrati).

Un autobus svolta e nell’agenda blu annoto scorci di un mondo girevole.

Nel breve istante della nascita di un’idea ho associato un nome all’asse di rotazione.

View original post

Racconto nel racconto

Magari vi strappo un sorriso con questo breve racconto della mia vita famigliare, di sicuro leggerlo male non fa 🙂
Purtroppo Ofelia Editrice ha chiuso i battenti e poche tracce rimangono di Diafonie, se ci fosse qualcuno/a interessato/a mi contatti pure 🙂

SPORE POETICHE

Oggi vi parlo di un racconto contenuto in Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti edito da Ofelia Editrice. Si intitola Riflessi incondizionati e nasce grazie a due procedimenti specifici.

Il primo è frutto di una tecnica letteraria per superare il cosiddetto blocco dello scrittore. Si prende un foglio bianco e, in modo ripetitivo e ossessivo, si scrivono in rapida successione frasi tipo “non ho idee” o “non so cosa scrivere”. La mente cederà, per sfinimento e noia, e il flusso di idee scorrerà libero, soprattutto attraverso associazioni mentali impensate (provare per credere).

Il secondo procedimento è più immediato. Si attingono dai ricordi luoghi, o persone del passato, per costruire una storia ancorata al presente.

Riflessi incondizionati è nato dall’unione tra la voglia di smontare schemi mentali, e i pomeriggi trascorsi dal barbiere quando ero ancora un bocia[1].

Se per caso vi capita di passare per Miane percorrendo…

View original post 625 altre parole

Il cielo mi piomba addosso

Il cielo mi piomba addosso a peso morto. Poco male. L’intenso grigio plumbeo nasconde Longarone sullo sfondo immaginario e le cime cadorine rifulgono di flebili scorsi solari. È tempo dominato da Covid-19 neo-peste cibernetica,  e dai corvidi signori assoluti delle strade. Giochiamo a fare la guerra, è il loro becchettio, la città ora è nostra … Continua a leggere Il cielo mi piomba addosso

Sai cosa vorrei?

Sai cosa vorrei? Mi piacerebbe sapere se ti è capitato qualche fatto curioso o buffo durante questa quarantena. E non parlo di un avvenimento da prima pagina. No. Voglio mi racconti un piccolo evento capace di rompere la monotonia di questa quarantena. Può trattarsi di una emozione, o di qualche accadimento visto dal balcone o … Continua a leggere Sai cosa vorrei?

Essere mattinieri, di questi tempi

Essere mattinieri, di questi tempi, ha il suo vantaggio. Alle 06.30 del mattino Ponte nelle Alpi è vuota, se escludo i merli e le gazze ladre svolazzanti sui prati o appollaiate su qualche tetto o cancello. Una leggera pioggia mi accarezza il viso, e l’aria gelida preannuncia neve in quota - il brivido lungo la … Continua a leggere Essere mattinieri, di questi tempi

Telegramma

Perdemmo innumerevoli occasioni per sorridere stop e il gelo ora avvolge la luna stop come fiere notturne vaghiamo smarrite nelle tenebre stop e l’inutilità del tempo si ripiega su sé stessa stop foglie tremolanti stop rami spezzati stop siamo sussurri ciondolanti lungo le strade stop vi fu il secondo in cui smarrimmo l’ultima occasione per … Continua a leggere Telegramma

Rho-Fiera

Sono passati circa due anni da quel pomeriggio alla stazione di Rho, eppure molti di quei personaggi sono ancora vividi nei miei ricordi.
Qualcuna/o di voi è di Rho, o vicinanze? Mi piacerebbe ricevere qualche fotografia della stazione per vedere come è cambiata 🙂

SPORE POETICHE

Rho-Fiera.

Scendo dal vagone, e mi guardo attorno. Come sia finito in questa stazione ferroviaria ha quasi dell’incredibile. Ma ci sono. Inutile recriminare.

È nuova, la struttura, ma con l’aggiunta del quasi. Proprio così. È la sensazione del nuovo invecchiato. Il declino è già iniziato. Lo noto da piccoli segni. Vetrate, nel sotterraneo, destinate a qualche ufficio/negozio espongono il nulla. Angoli bui permettono alla sporcizia di maturare. E quel senso di vuoto che, oltre alle vetrine menzionate poco prima, percepisco sfrecciare tra i binari.

Si ferma un treno. Quello che mi colpisce, e non in senso figurato, è lo stridio della frenata. Mi prende a pugni le orecchie. È poco piacevole.

La voce metallica annuncia il termine della corsa: Varese. In successione elenca le stazioni in cui il convoglio si fermerà per lo scarico/carico dei passeggeri.

Io attendo un treno che mi porti alla fermata successiva: Rho. Senza trattino…

View original post 671 altre parole

Indossatrice

INDOSSATRICE è la poesia con il numero maggiore di visualizzazioni in questo blog, ed è una delle mie composizioni preferite.
Ha molti anni alle spalle ma continuo a sentirla sempre nuova e fresca.
È presente nella mia silloge “di luce e di oscurità”, e potete trovarla al seguente link: https://www.amazon.it/luce-oscurit%C3%A0-Alessandro-Chiesurin-ebook/dp/B077JKQ31N/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=alessandro+chiesurin&qid=1583133121&sr=8-2

SPORE POETICHE

Indossatrice, vincitrice del 2° premio al Trofeo Gatticese della Arti 2017, è tratta dalla silloge Di luce e di oscurità.

Amo questa poesia per: la malinconia, la sensualità, la sintesi. Spero vi piaccia. Mi auguro vi avvicini alla mia poetica, e alla mia prosa.


Vestirai ancora

la tua scialba bellezza,

o ti spoglierai

di tutte le bugie?

Sfoggi ovunque

un malinconico sorriso

illudendoti che l’amore

sia un sospiro passeggero.

Lillian Bassman. 1951
Lillian Bassman – 1951

View original post