tra erotismo e violenza

Invidio chi scrive ogni giorno (anche un misero pensiero) nel proprio blog. Io, non ci riesco. Sarei tentato di pubblicare una schermata linda, invitando chiunque vi acceda a digitare poche parole.

Lascio a voi l’ono(e)re di inserire pensieri nello spazio mio.

Fecondatemi con le vostre idee; e lasciate la mia mente partorisca figli di una proposta in bilico tra erotismo e violenza.

Invidio chi ha sempre qualcosa da dire, anche quando il silenzio richiede rispetto. Io, spesso taccio. E contemplo le parole altrui. Mi auguro inseminino questo spazio mio, senza recarmi violenza.

Invidio le parole. Invidio le idee. Invidio i pensieri. Altrui. Vorrei farli miei. Con violento erotismo.

white on white

White on White (olio su tela 1918) – Kazimir Malevich 

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6 pensieri riguardo “tra erotismo e violenza

  1. Non sei l’unico 😀 Nemmeno io riesco a pubblicare ogni giorno nel blog . Anche perché nella vita reale ho altri impegni che sono la priorità . Penso che chi publica ogni giorno é perché lo fa come lavoro , oppure é disoccupato/a , studente , casalinga oppure pensionato/a . Però mi piace molto leggere i pensieri, riflessioni , opinioni e poesie e lo faccio quando voglio rilassarmi . Ciao 😉

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  2. Erotismo e violenza.
    No, non c’è erotismo nella violenza.
    Lo trovi nella complicità di due menti, ancor prima che di due corpi.
    Lo trovi nell’affinità spirituale, nella condivisione di un pensiero, nella sorpresa di un gesto spontaneo.
    Lo trovi in uno sguardo, in un sospiro, in una naturalezza che stordisce.
    Lo trovi in una blanda provocazione che sa infiammare, nell’inconsapevolezza del potere di quel gesto istintivo.
    Erotismo è seduzione mentale, brivido e lussuria, stimolo ed appagamento.
    La violenza è un’arma feroce, l’erotismo è la quiete di un amplesso condiviso, non necessariamente corporeo.

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    1. La penso come te. Violenza è prevaricazione.
      La violenza da me evocata è qualcosa di sottile, non brutale.
      È quel brivido di dolore che può trasformarsi anche in piacere.
      Il termine “violenza”, in questo caso, aiuta ad enfatizzare 🙂

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