Una mattina qualunque di un grigio Gennaio

Nell’agenda blu sprazzi di idee s’inseguono senza coerenza.

E le pagine bianche: cuscini turchese per coricarsi su polvere di cacao.

[…] e la vetrata incornicia la Questura; tavolini vuoti affollano il marciapiede.

Tratteggerei con piacere i lineamenti del bigio cielo, e dei tanti scolari (volti cupi a tratti adombrati).

Un autobus svolta e nell’agenda blu annoto scorci di un mondo girevole.

Nel breve istante della nascita di un’idea ho associato un nome all’asse di rotazione.

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Piove; un domani

Piove, come non ci fosse

un domani. Pneumatici

erigono muri d’acqua,

le barricate sono d’altri

tempi. Imperfetti.

 

E guardo le gocce d’acqua

infrangersi nella pozzanghera,

fantasticherie precipitate dal cielo

liquidamente amalgamate.

E sospiro; un domani

ci sarà. Liquido.

Come una volpe

per terminare questo 2017 vi lascio un componimento tratto da Di luce e di oscurità; spero vi piaccia

Avete mai udito

il richiamo di una volpe

distesi su di un cofano

d’automobile nel

sereno autunnale?

 

Sembra agonizzare

come il nostro amore

senza fiato;

nessuna speranza.

 

Fumati pure l’ultima

sigaretta d’un condannato

sentimento, senza

rimorsi;

zero rimpianti.

 

 

Scomposi parole

Concentrare in un’unica parola il vissuto trascorso: dalla nascita, al momento in cui scrivo queste parole.

L’estrema sintesi di un’esistenza caratterizzata da eventi importanti; e innumerevoli momenti morti.

Riempii una pagina di quaderno con parole in antitesi tra loro e, nell’insieme, le proposte risultarono comunque valide.

Le scomposi in singole lettere, e servendomi delle migliaia di opportunità, fallii nel tentativo di creare una nuova parola capace di sintetizzare quest’unica vita mia.

Sento il peso del passato, e non ho una parola per descriverlo.

Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti

Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti edita da Ofelia Editrice è la mia seconda opera letteraria, e segue di poco l’uscita de Di luce e di oscurità. Se per la silloge il lavoro che l’ha portata alla stampa è stato lungo e a volte tortuoso, per Diafonie. Microfisica dei piccoli gesti la velocità di realizzazione è risultata talmente spedita da sorprendere me per primo.

Non fraintendetemi, il lavoro che ha portato alla luce questi 18 racconti, più poesia introduttiva, è stato intenso e a volte sofferto, ma un’urgenza incalzante sembra averli tallonati da quando sono stati inviati all’editore.

Spero riescano a catturare la vostra attenzione, queste mie fatiche letterarie, e soprattutto mi auguro riescano ad emozionarvi come è successo a me, componendole.

Se siete interessati ad avere una copia potete chiederla direttamente a me; ordinarla alla casa editrice pigiando qui ;oppure servirvi attraverso i siti presente in rete quali amazon, libreria universitaria, ecc.

A me piace immaginare che ve ne andiate alla vostra libreria di fiducia mettendo in moto la ricerca. È un ottimo modo per far conoscere ai librai le piccole case editrici, e i nuovi autori, creando quell’energia tanto preziosa che si può percepire solo nelle librerie.

La copertina è stata magistralmente illustrata da Monica Tiazzoldi, e se volete scoprire le sue opere, vi basta cliccare qui sopra e lasciarvi incantare dai suoi lavori.

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Estratto dalla quarta di copertina:

Vite che si incrociano ad un semaforo rosso, davanti a una caffetteria chiusa, dal barbiere o in un freddo ospedale. Esistenze che si sfiorano, si scambiano impulsi, interferiscono con le solitudini quasi incurabili dei personaggi. Diafonie è una raccolta di scritti che indagano sul potere condizionante dei piccoli gesti, delle più banali azioni quotidiane, indugiano sulle ferite che le relazioni umane producono, talvolta in maniera inconsapevole. […]

Polaroid

Brucio d’amore

avvampo di passione,

per cosa?

 

Una tua immagine sfocata

dall’acido sfigurata

tra sfrigolii

giallo seppia.

 

Ho catturato

l’istante di te

struggendomi inutilmente.

 

(Polaroid è contenuta in Di luce e di oscurità, mia prima silloge, ordinabile qui

Se volete informazioni non esitate a contattarmi, sarò lieto di rispondere a qualsiasi vostra domanda)

 

 

Tristezza

È la tela bianca

affissa alla parete,

incorniciata di nero.

 

È la mezza verità

mai confessata,

capovolta allo specchio.

 

È la sedia vuota al caffè,

mentre assaggio poesie

destinate al tuo palato.

 

“Lavoro dal taglio icastico capace di incidere nell’anima il vuoto incolmabile lasciato dalla persona cara, cui tutto pare rimandare, in tre immagini di forte impatto, tre momenti che si susseguono in versi ben ritmati, asciutti ed essenziali”.

Motivazione della giuria per l’assegnazione del 2° posto al Premio di Poesia Club Donegani 2017

Contemplando l’orizzonte

Languidi sguardi

in specchi opachi

svanendo, portano con sé

l’ultimo sorriso rimasto.

 

Contemplando l’orizzonte

arroccato in futili fantasie

accarezzerò le nubi,

amiche fidate

di vaporosi sogni.


piccolo appunto:

[Contemplando l’orizzonte, oltre a essere presente in Di luce e di oscurità (Giovane Holden Edizioni), mia prima silloge, rappresenta una svolta significativa nel mio percorso.

Mi è cara, come lo sono certi amici su cui puoi sempre contare, e il legame che mi vincola a lei è forte per tanti, e svariati motivi.

Tra i suoi versi sono racchiuse parti di me. Alcune ancora presenti; altre, immancabilmente, andate via per sempre. Accarezzate da quelle stesse nubi in cui si sono arroccate le mie fantasie.]

Di luce e di oscurità

È complicato parlare del proprio lavoro, soprattutto se è fresco di stampa, e l’emozione che ne consegue è indescrivibile.

Di luce e di oscurità, edita per Giovane Holden Edizioni, è una silloge in cui ho racchiuso molti componimenti del passato, precedenti tutti (o quasi) i lavori pubblicati in questo blog.

Quando nacque l’idea, ero spinto dalla necessità impellente della sinteticità. Volevo che le mie poesie fossero brevi -piccoli pensieri fulminei- e allo stesso tempo ricercavo l’ermetismo come forma ultima di espressione (spero di esserci riuscito).

Non spetta certo a me dire se Di luce o di oscurità sia un lavoro valido o meno. Mi auguro riesca ad emozionare chi avrà la voglia di perdersi nelle quaranta poesie di cui è composto il volume, lasciandosi coinvolgere dai sentimenti di cui è intrisa ogni pagina.

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Serpi

Siamo serpi

in seno; io muto

pelle, tu maschi;

 

mi rigenero,

sempre insignificante;

 

tu rigeneri,

uomini insignificanti;

 

il mio orrore quotidiano

è saperti avvolta

tra braccia altrui.

 

Ho il sangue

freddo, nel letto

vuoto; il sole

non più riscalda

la mancanza di te.

tra erotismo e violenza

Invidio chi scrive ogni giorno (anche un misero pensiero) nel proprio blog. Io, non ci riesco. Sarei tentato di pubblicare una schermata linda, invitando chiunque vi acceda a digitare poche parole.

Lascio a voi l’ono(e)re di inserire pensieri nello spazio mio.

Fecondatemi con le vostre idee; e lasciate la mia mente partorisca figli di una proposta in bilico tra erotismo e violenza.

Invidio chi ha sempre qualcosa da dire, anche quando il silenzio richiede rispetto. Io, spesso taccio. E contemplo le parole altrui. Mi auguro inseminino questo spazio mio, senza recarmi violenza.

Invidio le parole. Invidio le idee. Invidio i pensieri. Altrui. Vorrei farli miei. Con violento erotismo.

white on white

White on White (olio su tela 1918) – Kazimir Malevich 

 

proiezione scomposta del mondo

Giorni fa, per la presentazione di alcuni miei componimenti in un programma radiofonico, mi è stato chiesto cosa rappresenti, nella mia vita, la poesia (poche parole, giusto due righe mi è stato scritto).

Di getto ho risposto, testualmente, è libertà di giocare con le parole, e con la lingua. È terapia, in quanto aiuta a liberarmi dai demoni. Ma soprattutto è un modo per pensare in maniera diversa.

C’è dell’altro.

Avrei voluto, e dovuto, appropriarmi di altre due o tre righe, e concedermi del tempo per rispondere più approfonditamente.

Avrei voluto dire che la poesia è la proiezione scomposta del mondo visto attraverso i miei occhi.

È l’immagine costruita seguendo i miei canoni di bellezza, e non.

È un veicolo per raggiungere l’attimo in cui nasce un pensiero, e mostrarlo al lettore. Con le mie visioni. Con le mie parole.

Ed è ancora tanto altro la poesia… è un modo d’essere. E mi auguro emozioni chi si sofferma a contemplarla.

Ciclo continuo

Album di famiglia:

ciclo continuo

a fasi alternate.

Collezione variegata,

dal tempo annerita:

date, nomi,

apparenze ammuffite.

 

Esplicative ed essenziali

poche parole lapidarie.

Vite marmoree

a imperitura memoria.

 

Il suolo

inghiotte la morte,

la terra

eleva la vita;

ciclo continuo

a fasi alternate.